STAMPA 3D VS BULLISMO raccoglie un insieme di attività sviluppate con FabLab Brescia all’interno di diversi istituti di istruzione secondaria di primo grado del territorio, in collaborazione con le Direzioni Scolastiche, cooperative sociali e, in diverse occasioni, con il supporto di professionisti della psicologia. Un percorso nel quale le moderne tecnologie digitali di stampa 3D e scansione 3D diventano strumenti per affrontare temi complessi attraverso il confronto e la partecipazione dei ragazzi.
Il lavoro prende avvio dalla discussione di situazioni legate al bullismo così come al body shaming. Gli studenti vengono coinvolti nell’analisi di episodi e dinamiche ricorrenti, elaborando inizialmente brainstorming, testi e disegni per raccontare ciò che accade e quindi immaginare possibili comportamenti alternativi o risolutivi. La riflessione passa quindi dalla rappresentazione grafica a quella fisica: i ragazzi sono chiamati a immedesimarsi nelle situazioni, interpretandole attraverso il gioco e la costruzione di vere e proprie rappresentazioni.
È proprio questa dimensione leggera e partecipativa a favorire il confronto su argomenti che possono essere difficili da affrontare direttamente. La rappresentazione permette di prendere distanza dalla situazione, osservare i diversi punti di vista e ragionare insieme su comportamenti rispettosi, inclusivi e sulle possibili modalità di intervento.
In processo entrano in gioco scansione 3D, modellazione e stampa 3D, utilizzate per trasformare le situazioni elaborate dagli studenti in rappresentazioni tridimensionali fisiche. Le scene vengono successivamente raccolte in piccole esposizioni itineranti all’interno degli istituti, diventando occasione di ulteriore confronto con la comunità scolastica.
Un aspetto centrale del progetto è anche l’accessibilità alle tecnologie. Portare scansione 3D, modellazione e fabbricazione digitale all’interno delle scuole significa avvicinare ragazze e ragazzi a strumenti che nell’immaginario comune vengono ancora frequentemente associati a un pubblico prevalentemente maschile. L’esperienza propone invece un approccio aperto e inclusivo, nel quale la tecnologia è un linguaggio accessibile a tutti e può essere utilizzata per esprimere idee, collaborare e affrontare temi che riguardano la vita quotidiana.
Questa attività ha contribuito a costruire un ponte tra gli strumenti del FabLab e le esigenze educative del percorso. Un’esperienza nella quale competenze maturate nella progettazione, nella prototipazione e nella fabbricazione digitale vengono applicate al di fuori del tradizionale contesto professionale del Design di prodotto, mettendo la tecnologia a disposizione dei giovanissimi per parlare e sensibilizzare sui temi dell’inclusione, rispetto, partecipazione e consapevolezza.
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